Cockatoo Island

Cockatoo Island è un’isola all’interno dell’enorme golfo di Sydney, Australia.

Si tratta, in particolare, dell’isola più grande situata alla confluenza dei fiumi Parramatta e Lane Cove.

Prima carcere, oggi punto di ritrovo e relax per gli abitanti della grande città australiana.

Cockatoo Island
Cockatoo Island

La storia di Cockatoo Island

Prima della colonizzazione, Cockatoo Island era molto probabilmente abitata dagli aborigeni.

Dal 1839 al 1869 venne utilizzata come prigione per i detenuti trasferiti da Norfolk Island, un’isola sperduta nell’oceano.

I detenuti furono impiegati nella costruzione di un deposito di grano per la colonia che venne completato ed iniziato ad utilizzare dal 1842. In seguito, lavorarono all’interno della cava dell’isola che fornì materiale per la costruzione di molte opere della città.

Le condizioni dei detenuti su quest’isola non erano delle migliori. Nel 2009, è stato scoperto un cadavere all’interno delle celle di punizione del carcere situate sotto la mensa.

Scappare dall’isola. inoltre, era veramente difficile perchè pochi erano in grado di nuotare e le acque, per di più, erano infestate da squali.

L’unico che ci riuscì fu Fred Ward. Nel 1856 venne condannato ad una pena di 7 anni per aver rubato dei cavalli. Mary Bugg, sua moglie aborigena, nel 1863 rischiò la vita nuotando fino alla prigione per lasciargli gli strumenti necessari per la fuga. Due notti dopo, Ward, insieme all’amico Fred Britten, scapparono dalla prigione, gettandosi nelle acque pericolose. Britten annegò, mentre Ward riuscì a salvarsi grazie alla moglie che lo attendeva a riva assieme ad un veloce cavallo bianco.

Nel 1869, a causa delle gravi condizioni in cui versavano i prigionieri, il carcere venne chiuso ed i detenuti spostati a Darlinghurst Gaol.

In seguito, l’isola fu subito utilizzata per altre attività, come una scuola industriale per ragazze ed un riformatorio. Quest’ultimo era per le ragazze che avevano infranto la legge, mentre la scuola era utilizzata alla stregua di un orfanotrofio. Tutte le ragazze vivevano nelle terribili celle dove erano ospitati i condannati.

Nel 1871, nel porto dell’isola attraccò una nave scolastica che serviva per insegnare ai ragazzi le tecniche navali.

Da questo momento si notò molto la disparità tra maschi e femmine: i ragazzi vennero educati di tutto punto, insegnandogli le migliori competenze navali, l’arte del giardinaggio, l’uso della bussola etc. Le ragazze, invece, erano considerate dei “casi senza speranza”. Vennero educate ai lavori domestici, ma lasciate senza lavoro ed in condizioni squallide. Erano costrette a bere acqua da un vano comune, non gli fornivano coltelli con cui mangiare e venivano chiuse nelle loro celle buie e cupe per dodici ore a notte.

Una notte, addirittura, per punizione, vennero tolti i letti e le ragazze furono costrette a dormire sulle fredda e rigida pietra.

Nel 1888 la scuola si trasferì a Parramatta ed il riformatorio alla  scuola di Shaftesbury a Watsons Bay. La nave scolastica, chiamata Vernon, invece, rimase ormeggiata sull’isola fino al 1890, quando venne sostituita da una seconda nave educativa, The Sobraon, che rimase operativa fino al 1911.

In seguito, l’isola venne, nuovamente, utilizzate per rimediare al sovraffollamento di Darlinghurst Gaol, fino al 1908.

Cockatoo Island
Cockatoo Island nell’era industriale

Nel 1870 Cockatoo Island divenne un cantiere navale, grazie ai bacini costruiti negli anni precedenti dai prigioneri. Dal 1913 divenne la sede del cantiere della Royal Australian Navy.

Dalla Prima Guerra Mondiale sono state costruite oltre 150 tra navi e rimorchiatori.

La prima nave varata a Cockatoo Island fu il cacciatorpediniere HMAS Warrego, costruito nel Regno Unito, smontato ed inviato sull’isole per il rimontaggio.

Il 1979 fu l’anno in cui venne firmato il contratto per la costruzione dell’ultima nave su Cockatoo Island.

Cockatoo Island oggi

Nel 2010 Cockatoo Island è stata iscritta sul List World Heritage.

Appena sbarcato sull’isola, puoi subito respirare l’aria di immensa storia di cui quest’isola è carica.

Ti consiglio di prendere subito una cartina, in modo da non perderti neanche un punto di Cockatoo Island che si può girare tranquillamente a piedi.

Se non la trovi, ti lascio qui il link di una in PDF.

Per visitarla tutta con calma, impiegherai circa un’ora, ma ti consiglio di fermarti a riposarti e a goderti in uno dei giardini presenti.

Cockatoo Island
La mappa di Cockatoo Island

Se la giornata è bella, potrai sicuramente vedere moltissimi australiani che si recano qui per godermi la calma, rilassarsi dal caos della città,godersi un buon pic-nic all’aria aperta, fare una partita a tennis o a basket.

Siccome, l’isola è un ex sito industriale, è possibile che ci siano superfici scivolose ed irregolare. Durante la tua visita, quindi, fai attenzione a dove metti i piedi e tieni d’occhio i bambini.

Per il resto puoi divertirti ad esplorarla e scoprire tutta la storia che questo luogo porta con sè.

Cockatoo Island
Cockatoo Island

All’interno dell’Industrial Precint, puoi visitare l’interno degli antichi capannoni dove venivano costruite le componenti delle navi. Sono presenti, anche, alcuni macchinari dell’epoca.

Punto caratteristico e molto interessante è il Dog-Leg Tunnel. Questo tunnel, lungo 180 metri, venne costruito nel 1915 per muovere gli operai ed i materali da un capo all’altro dell’isola. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne utilizzato come rifugio antiaereo.

Il tunnel è aperto ogni giorno dalle 9.30 alle 17.00.

Dog Leg Tunnel
Dog Leg Tunnel

Oggi Cockatoo Island è utilizzata, anche, come luogo d’arte, punto di osservazione per i meravigliosi fuochi d’artificio di Capodanno e come set cinematografico. Sono state girate qui, per esempio, alcune parti del film Unbroken con Angelina Jolie.

Cockatoo Island
Cockatoo Island

Il campeggio

Se sei avventuroso, puoi anche passare un’intera su quest’isola!

Cockatoo Island è, infatti, l’unico isola della baia di Sydney su cui è possibile pernottare.

Nel 2008, Harbour Trust ha, infatti, aperto un campeggio.

Campeggio su Cockatoo Island
Campeggio su Cockatoo Island

In esso è possibile portare la propria tenda ed accamparsi per la notte, utilizzare le tende messe a disposizione (glamping), oppure soggiornare in appartamenti o nelle Heritage Houses ricavate dalle vecchie case dell’ufficiale medico e del capo ingegnere.

Per tutte le informazioni, puoi consultare direttamente il sito dell’isola.

I fantasmi di Cockatoo Island

Su quest’isola vi sono numerose leggende, le più diffuse sono quelle che riguardano i suoi fantasmi.

Molte persone hanno raccontato di aver sentito strane presente durante la notte trascorsa su Cockatoo Island.

Si tratterebbe delle anime dei condannati che hanno perso la vita nelle celle di confinamento o nelle acque della baia di Sydney cercando di scappare dalla tremenda prigione.

Informazioni utili

Essendo un’isola, Cockatoo Island è raggiungibile esclusivamente tramite ferry.

La linea da prendere è la F3 con partenze da Circular Quay e Darling Harbour.

Qui puoi trovare la tabella delle partenze.

Per il pagamento del ferry ti consiglio di utilizzare l‘Opal Card, di cui avevo parlato nel seguente articolo:

Come funziona l’Opal Card?

barra aereo

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Kiss Kiss,

Cassandra

#ViaggiandoATestaAlta

Fonte immagini: Wikipedia

13 Replies to “Cockatoo Island”

  1. Quando siamo andati a Sidney non ci siamo andati. Troppo poco tempo e troppe cose da vedere. Però sembra interessante! Avevo letto anche io delle condizioni della ex prigione… da accapponare la pelle!

    1. Eh si Sydney è immensa. Ci ho trascorso solamente 6 giorni e mi sono letteralmente “uccisa” per vedere la maggior parte dei monumenti, dei parchi, delle chiese, dei musei etc…. Servirebbero almeno 2 settimane!!!!

  2. Che storia intensa e sconvolgente Cassandra. Trovo imperdibile questa tipologia di visita, mi affascinano i drammi d’altri tempi (che a dire il vero assomigliano tanto anche ai nostri), che parlano di vite vere, tanto simili a trame di romanzi.
    Particolare il percorso da seguire e la possibilità di pernottare sull’isola in tenda. Bella segnalazione 🙂
    Claudia B.

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