Travel Interview – The Food Traveler

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Oggi intervistiamo Silvia Demick del blog The Food Traveler.

travel interview the food traveler

Silvia nella sua descrizione afferma:

<<Ho un segreto: sono una blogger in incognito. Tra i miei famigliari solo il mio compagno sa del blog, mentre tra il lavoro e gli amici non lo sa praticamente nessuno. Oltre alla passione per i viaggi, mi piace mangiare, anche se non so cucinare.>>

Nel suo blog, come si capisce dal nome, parla, in particolare, di viaggi, ma anche di cibo e questo accostamento mi piace molto. 

Anche io adoro il cibo ed ogni volta che viaggio cerco sempre di provare qualche specialità del luogo. Come Silvia afferma, non puoi comprendere appieno la cultura di un luogo, senza provarne la cucina. Su questo ci troviamo perfettamente d’accordo.

Ma ora lasciamole la parola. Ecco a te Silvia di The Food Traveler:

  1. Iniziamo: per prima cosa, raccontaci di te. Chi è Silvia?

Ho un segreto: sono una blogger in incognito. Tra i miei famigliari solo il mio compagno sa del blog, mentre tra il lavoro e gli amici non lo sa praticamente nessuno. Mi sento un po’ come un supereroe che di giorno fa un lavoro qualunque in un ufficio qualunque, e che di sera veste i panni del travel blogger e racconta dei posti che ha visto per far sognare chi legge.

Il motivo principale è dato dal fatto che per anni ho lavorato per una persona abbastanza conosciuta in Italia nel suo settore, e ho dedicato ai miei viaggi di lavoro una sezione del blog che si chiama #InViaggioColCapo (https://thefoodtraveler.net/inviaggiocolcapo/): la paura che qualche ex collega o amico lo riconosca e mi riconosca negli aneddoti raccontati era talmente grande quando ho aperto il blog, da spingermi a “nascondere” la mia vera identità…

A parte questo piccolo segreto sono una persona ordinaria: faccio un lavoro d’ufficio, ma appena le finanze me lo permettono prenoto un viaggio da qualche parte, anche solo per un weekend.

Oltre alla passione per i viaggi, mi piace mangiare, anche se non so cucinare. Uno dei momenti più importanti quando viaggio è la scoperta delle tradizioni culinarie di quel particolare paese.

 

  1. Com’è nato il tuo blog The Food Traveler?

Ho viaggiato molto negli ultimi anni, sia grazie al mio vecchio lavoro, sia per vacanza. E in tutti questi anni non avevo mai scritto nulla sui luoghi che avevo visto: mi ero limitata a una lista, a un file Excel, in cui annotavo nomi di alberghi, B&B, ristoranti, bar e via dicendo.

Poi un giorno mi sono lasciata prendere dal panico immaginando di perdere tutti i dati. Così ho iniziato con i racconti dei miei viaggi e dei piatti che avevo assaggiato, pensando al blog come alla “scatola” ideale per raggruppare le mie esperienze passate.  

Ostriche in Francia
Ostriche in Francia – Photo Credit: Silvia, The Food Traveler
  1. Quale canale social preferisci e perchè?

A dire la verità non amo molto i social. Innanzitutto perché “ho una certa età”: non sono cresciuta nell’epoca in cui era necessario condividere tutto su Facebook. Quest’ultimo in particolare lo uso pochissimo: ho una pagina ma la aggiorno due o tre volte all’anno.

Molti blogger storceranno il naso, ma non ci posso fare niente… Se proprio fossi costretta a scegliere, allora direi Twitter perché mi sembra più immediato, e Instagram perché mi piace guardare le foto degli altri viaggiatori 😉

 

  1. Quali sono, secondo te, le 3 migliori qualità che un travel blogger dovrebbe possedere?

Innanzitutto la capacità di scrivere in italiano corretto e scorrevole. Sembra scontato, ma molto spesso mi capita di trovare articoli pesanti e a volte pieni di errori. In questo caso, anche il racconto dell’esperienza più incredibile diventa impossibile da leggere.

La seconda qualità è l’onestà: credo che sia fondamentale far sapere al lettore non solo quali siano i punti di forza di una certa destinazione, ma anche le cose che non ci sono piaciute, ammesso che ce ne siano state. Io per carattere provo sempre a trovare qualcosa di positivo, ma se mi capita di trovarmi in un posto che non mi piace, allora cerco di essere onesta su quel posto. Mi è capitato con Courmayeur la scorsa estate, dove l’unica cosa positiva è stata la salita con la SkyWay sul Monte Bianco.

La terza è la curiosità: verso il paese che si sta visitando, verso le abitudini e la cultura di quel posto, verso la gente che si incontra. Per esempio, non riesco a capire quelli che vado fino dall’altra parte del mondo e poi non assaggiano il cibo di quel posto, preferendo le catene di fast food internazionali.

Se manca la curiosità verso la cultura gastronomica, manca una parte fondamentale. E se manca la curiosità in generale, spesso viene a mancare il rispetto nei confronti del paese che ci ospita.

 

  1. Quale luogo del Mondo ti ha maggiormente colpito e perchè?

Un posto speciale nel mio cuore è dedicato a Londra, città dove sono stata tantissime volte e dove non mi stanco mai di tornare.

Notting Hill, Londra
Notting Hill, Londra – Photo Credit: Silvia, The Food Traveler

Se dovessi dirti il perché non saprei: è più un insieme di sensazioni, a partire dall’aria che si respira appena scesi dall’aereo, al clima piovoso, all’odore che c’è per strada. E sicuramente ai ricordi legati ai momenti trascorsi in quella città.

Penso che sia uno di quei posti dove potrei facilmente sentirmi a casa.

 

  1. Il viaggio aereo più lungo su cui sei salita? Come hai fatto passare il tempo?

Non ricordo, forse il volo dalla Spagna al Messico, o forse quello per San Francisco?

Ho la fortuna di addormentarmi poco dopo il decollo, anche se si tratta di voli brevi. E se non dormo, guardo un film, leggo, dormo, mangio e ricomincio da capo.

 

  1. Per un viaggio preferisci il mare, la montagna o la città?

Non amo il mare e d’estate mi piace la montagna.

Qui in Piemonte abbiamo la fortuna di essere vicini a molte località di montagna: da un paio di anni ho scoperto che mi piacciono le camminate ai rifugi. Sono una schiappa e faccio una fatica terribile ad arrivare in vetta, ma la soddisfazione che si prova ad arrivare in cima non ha prezzo!

Monte Bianco
Monte Bianco – Photo Credit: Silvia, The Food Traveler

Per le vacanze, se posso scelgo una grande città: l’ultima che ho visto è stata Berlino, lo scorso autunno, di cui ho parlato molto sul blog.

 

  1. Se dovessi preparare la valigia in pochi minuti che cosa metteresti?

Il minimo indispensabile: viaggio quasi sempre con il bagaglio a mano per cui non posso mettere in valigia (anzi, nello zaino) più di quello che mi serve effettivamente.

Per cui biancheria intima, magliette e un paio di maglioncini a seconda della stagione, un paio di scarpe di ricambio, le medicine per eventuali mal di testa, mal di gola, cistiti ecc.

E in borsa la macchina fotografica, il cellulare e l’iPad che utilizzo sia per leggere i libri, sia per prendere appunti a fine giornata.

 

  1. Hai a disposizione solamente un weekend ed un budget abbastanza ridotto, dove andresti?

Posso dire di nuovo Londra? Un weekend mi basta, e sul budget ridotto ci sarebbe da discutere, ma con un po’ di fortuna e un volo low cost credo di potermela cavare…

Berlino, East Side Gallery –
Photo Credit: Silvia, The Food Traveler

 

  1. Ed infine, raccontaci un po’ del tuo futuro: qual’è il tuo prossimo viaggio o progetto in programma?

A fine aprile andrò ad Amsterdam. Non sarà la prima volta: ci sono già stata durante un viaggio di lavoro con il mio ex capo, e l’impressione non è stata delle migliori.

Per anni non ho avuto occasione di tornarci e, a dire la verità, non ne avevo nemmeno voglia. Ogni volta che ci pensavo mi tornava in mente quel viaggio con il boss, e quel ricordo mi spingeva sempre a scegliere un’altra meta!

Poi, durante le vacanze di Natale, ho ricevuto una mail da KLM in cui veniva pubblicizzata la tratta Torino- Amsterdam. Così ho cliccato sul link e mi sono lasciata tentare: ho guardato il calendario e senza nemmeno preoccuparmi di chiedere dei giorni di ferie, ho prenotato.

Finalmente sono pronta a cambiare idea su Amsterdam.

Laghi Santanna
Laghi Santanna – Photo Credit: Silvia, The Food Traveler

Silvia concordo pienamente con te con le qualità che deve avere un travel blogger

Sono quelle che cerco anche io sia in ciò che leggo sia per i miei articoli. In particolar modo, l’onestà.

Se di un posto c’è qualcosa che non mi ha soddisfatto appieno, cerco sempre di dirlo (nei dovuti modi, ovviamente).

Se capitassi su un blog, leggessi qualcosa di veramente eccezionale, e, poi, recandomi in quel posto, trovassi l’opposto, smetterei immediatamente di seguire quel blogger.

Londra… Anche per me ha un posto nel cuore, non come l’Australia, ovviamente, ma è sicuramente una città che vorrei visitare più e più volte. Ci sono stata qualche anno fa, ma appena troverò un’offerta buona per un volo durante il weekend, ci ritornerò di corsa!

Beata te che riesci sempre a dormire in aereo. Per me è sempre un disastro, chiudere occhio è un’impresa e quando ci sono i voli di notte, è veramente dura riuscire a farli passare!

Ecco questa è Silvia, se la vuoi seguire, qui di seguito trovi i link del suo blog e dei suoi canali social:

Sito WebFacebook Instagram – Google+ – Twitter

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Kiss Kiss,

Cassandra

#ViaggiandoATestaAlta

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7 Replies to “Travel Interview – The Food Traveler”

  1. Ciao Cassandra! Grazie mille per avermi ospitata e per questa bella chiacchierata virtuale. Mi sembra sempre un’ottima opportunità quella di conoscere altri blogger e scambiarsi idee e consigli.
    Un bacione 🙂

  2. Conosco e seguo Silvia già da tempo, e la adoro! Riguardo il cibo, io mi pento amaramente di non aver assaggiato nulla nei primi Paesi che ho visitato e sto pensando di tornarci solo per questo!

  3. Conoscevo già Silvia, la seguo sempre sul suo blog 🙂 molto bella e simpatica questa intervista, anche io sono una blogger in semi-incognito, anche se piano piano sto uscendo allo scoperto 😀

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