Travel Interview Katia – Donne Che Emigrano all’Estero

Oggi intervistiamo Katia, fondatrice del travel blog Donne Che Emigrano all’Estero.

Travel Interview Katia

Katia si descrive:

<< Sono una cinquantenne che qualche anno fa ha deciso di diventare una blogger! Ho vissuto alle Seychelles per 10 anni e sono rientrata in Italia a lo scorso dicembre 2017. >>

Ma ora lasciamole la parola. Ecco a te Katia del blog Donne Che Emigrano all’Estero.

  • Iniziamo: per prima cosa, raccontaci di te. Chi è Katia?
Katia 1
Photo Credit: Katia – Donne Che Emigrano all’Estero

Sono una cinquantenne che qualche anno fa ha deciso di diventare una blogger!

Ho vissuto alle Seychelles per 10 anni e sono rientrata in Italia a lo scorso dicembre 2017.

Su quelle isole mi occupavo di ospitalità che è la professione che ho sempre svolto nella mia vita.

Circa un anno fa si sono verificati eventi e condizioni psico-fisiche che mi hanno fatto fermare e riflettere. Ho sentito che la mia vita stava per cambiare.

Infatti, dopo poco, ho saputo che l’albergo dove lavoravo avrebbe chiuso i battenti ed io ho deciso, anziché trovarmi un’altra occupazione alle Seychelles, di rientrare in Italia. E’ stata una decisione forte, nata dal mio interno, ma supportata da fatti esterni inequivocabili.

Allo stesso tempo mi sono iscritta ad un corso triennale di astrologia evolutiva per diventare una counselor. Insomma, un bel giro di boa!

Cosa altro dire di me? Sono single, vivo adesso in una piccola città della toscana, amo dipingere, fotografare, leggere e scrivere!

  • Com’è nato il blog Donne Che Emigrano all’Estero?

E’ nato alle Seychelles, nel 2014. Volevo mettere insieme le voci delle donne italiane che vivevano all’estero.

Troppe volte mi ero sentita sola e “unica”, invece, attraverso il blog, ho scoperto che siamo tantissime!

Questo blog collettivo mi ha permesso di soddisfare molte mie esigenze: scoprire nuovi luoghi del mondo, apprendere come vi si vive, imparare a connettermi con altre persone e a gestire gruppi, realizzare delle pubblicazioni corali.

fairy tail
Fairy Tail – Photo Credit: Katia – Donne Che Emigrano all’Estero
  • Quale canale social preferisci e perché?

Donne che Emigrano all’Estero è nato attraverso una pagina FB ma, ad oggi, mi piace molto anche Instagram.

I tempi cambiano velocemente e stiamo andando verso una comunicazione veloce sempre meno verbale e sempre più immediata, istintiva. Le immagini, appunto, soddisfano queste esigenze.

  • Quali sono, secondo te, le 3 migliori qualità che un travel blogger dovrebbe possedere?

a) Saper scrivere mettendosi in gioco, “dandosi”.

Nei corsi di scrittura creativa che frequento e che frequentano anche le autrici di DCEE (sono corsi che organizzo con una scrittrice professionista proprio per permettere a tutte di imparare a scrivere meglio e con passione) si dice che senza darsi non si raggiunge nessuno.

Bisogna spendersi, sempre, e non avere troppe aspettative in termini di ritorno. Quello, comunque, arriva se lavoriamo bene.

Cosa significa “darsi”? Significa non lesinare le informazioni, significa addentrarsi nel tema e non essere superficiali. Significa, in ultima analisi, mostrarsi nudi e senza riserve, trasudando passione.

b) Il blog deve essere bello e “utile.

Su internet oggi si trova tutto, quindi è assurdo scrivere delle banalità reperibili ovunque.

E’ importante dare il proprio punto di vista personale, suggerire itinerari inediti, consigliare cose e posti che abbiamo fatto, testato in prima persona, che raramente si possano leggere altrove.

Se si ha una buona reputazione – e così facendo ce la possiamo costruire – quello che scriviamo acquisterà autorevolezza e verrà seguito dal pubblico. Aumenteranno le visite e le richieste di informazioni.

Bisogna dare anche importanza alle immagini: devono essere belle, professionali, inedite. Spendere per una buona attrezzatura fotografica è un buon investimento.

Infine: scrivere bene. Fa parte della bellezza del blog.

Non si deve diventare degli scrittori geniali da premio Nobel ma, almeno, porre attenzione alla punteggiatura e a non commettere degli errori di ortografia. Spesso, purtroppo, pur impegnandoci, facciamo lo stesso degli errori.

La ragione è semplice: non conosciamo le regole o crediamo, erroneamente, di conoscerle già. L’italiano viene insegnato male in Italia e se ne sta perdendo l’uso corretto. Ecco perché consiglio a tutti di frequentare, almeno una volta, un buon corso di scrittura!

Seychelles io a Fregate Island
Seychelles io a Fregate Island – Photo Credit: Katia – Donne Che Emigrano all’Estero

c) Non ci si deve “vendere né svendere”.

Leggo di blog con relativamente troppo poche visualizzazioni che vogliono monetizzare. O di blog brutti, modesti, banali che mirano a farne un lavoro retribuito. Non funziona così.

Il lavoro ed il denaro arrivano se ci si impegna seriamente, di solito le fatiche – che devono essere percepite come piacevoli – sono superiori rispetto ai ritorni. I post sponsorizzati sono, a mio avviso, quanto di peggio possa offrire la grande macchina del marketing sul web. Si è costretti a lusingare luoghi, alloggi e itinerari che magari noi non sceglieremmo mai se non avessimo un tornaconto personale. E questo la gente, spesso, lo intuisce.

Meglio fare una sana pubblicità a cose che veramente ci sono piaciute. Poi, se capita l’occasione che fa davvero al caso nostro, si può anche decidere per uno scambio economico fruttuoso e reciproco. Ma non dovremmo mai svenderci per cose in cui davvero non crediamo, non ne vale la pena.

Seychelle Sister.Island io e Ravil
Seychelle Sister Island io e Ravil – Photo Credit: Katia – Donne Che Emigrano all’Estero
  • Quale luogo del Mondo ti ha maggiormente colpito e perché?

Alle Seychelles ho vissuto 10 anni e posso dire che è il luogo che conosco meglio al mondo. E’ un luogo che mi ha stupito per la bellezza naturale, non credo esistano gruppi di isole così belle.

Basti pensare che, fino alla seconda metà del 1700, erano disabitate. Vi regnavano coccodrilli di mare, testuggini giganti e la famosa palma del coco de mer, un tipo di palma che produce la noce di cocco più grande del mondo e che esiste solo alle Seychelles.

Queste isole si sono staccate dal continente africano in epoca remota ed hanno sviluppato una linea evolutiva propria, ecco perché sono così interessanti sotto il profilo della biodiversità.

  • Il viaggio aereo più lungo su cui sei salita? Come hai fatto passare il tempo?
Seychelles Coco Island
Seychelles Coco Island – Photo Credit: Katia – Donne Che Emigrano all’Estero

Il mio primo volo intercontinentale fu con la compagnia aerea PANAM, che oggi non esiste più.

Andavo a NYC e ricordo che il velivolo era quasi vuoto. Le poltrone erano immense e ricoperte di velluto, sembrava di stare seduti su un divano.

Ricordo che era il 1990 e che dormii per tutto il tempo!

Negli anni ho visto come si è trasformata la classe economy: oggi somiglia davvero, nel concept, al trasporto bestiame. So di non essere delicata a dire questo ma è la pura verità.

Ho viaggiato pochissimo in business perché l’economy, oggi, presenta il vantaggio strepitoso di essere più che accessibile a livello economico e, dunque, permette a grandi masse di viaggiatori di spostarsi senza spendere una fortuna.

Oggi, quando volo, passo il tempo leggendo o guardando film che sono, questi ultimi, di buona qualità. Non dormo quasi mai perché l’economy non permette di dormire comodi. Si spende poco al prezzo di non dormire, questa è la mia personalissima visione!

  • Per un viaggio preferisci il mare, la montagna o la città?

Il mare, sempre! 

  • Se dovessi preparare la valigia in pochi minuti che cosa metteresti?

Dipende da dove vado. Se andassi al mare infilerei qualche t-shirt, un paio di pantaloni lunghi di tela, un paio di shorts, un paio di cappelli, crema solare, crema repellente per insetti, occhiali da sole, una pochette farmacia con crema antibruciature solari, crema post morsicatura di insetti, enterogermina e una bustina di aulin perché non si sa mai. 5 o 6 paia tra mutande, canotte e calzini (si lavano durante il viaggio, inutile portarne di più). Aggiungerei una torcia per vedere al buio, in caso di necessità.

Ai piedi, per il viaggio, indosserei delle sneakers e in valigia metterei infradito e un sandalo comodo. Poi, naturalmente, attrezzatura per il cellulare, per le fotografie e per lo snorkeling!

Giardino di Daniel Spoerri
Giardino di Daniel Spoerri – Photo Credit: Katia – Donne Che Emigrano all’Estero
  • Hai a disposizione solamente un weekend ed un budget abbastanza ridotto, dove andresti?

Andrei in un posto isolato. Qui da me, in Italia, per esempio, c’è un paesino che si chiama Seggiano, dove fanno un olio di oliva strepitoso, spremuto dall’olivastra seggianese.

E’ un borgo medievale mal collegato, quindi ci sono pochi turisti. Il luogo è magico: ci sono paesaggi naturali da togliere il fiato, vallate e colline verdi all’infinito e un parco artistico che pochi conoscono ma che vale la pena di visitare.

Il parco si chiama Giardino di Daniel Spoerri e ci vuole una giornata intera per visitarlo tutto. Si estende su una vasta area ed è ricco di installazioni sia dello Spoerri sia di altri artisti.

Ci ho portato diverse persone e sono rimaste tutte molto colpite.

Ecco, organizzerei un soggiorno in un luogo un po’ sperduto, all’insegna del silenzio, del buon mangiare e dell’arte.

L’ingresso al Giardino di Daniel Spoerri non è economico, ma come alloggio sceglierei un B&B oppure una stanza da Airbnb. Per mangiare la taverna del paese. Come trasporto l’auto, un’ora circa di viaggio. Spesa complessiva a budget: 140 euro, includendoci anche un bell’aperitivo e l’acquisto di una bottiglia di olio!

  • Ed infine, raccontaci un po’ del tuo futuro: qual è il tuo prossimo viaggio o progetto in programma?

Ci credereste? Non ne ho idea!!!

Sono tornata in Italia con l’intenzione di rimanerci, ma mi sono lasciata qualche spiraglio di possibilità per emigrare ancora.

Al momento sono molto impegnata con lo studio dell’astrologia umanistica e con l’affitto turistico di alcune abitazioni, ma mi piacerebbe visitare le capitali europee che ancora non ho visto, tipo Lisbona.

Infine, il mio sogno nel cassetto: l’Islanda.

Avevo programmato di visitarla nell’estate del 2010, ma eruttò il vulcano Eyjafjallajökull e fui costretta a rinunciare per via dell’annullamento del volo.
Chissà se riuscirò questa estate 2018…

Seychelles domestic flight Praslin mahe
Seychelles domestic flight Praslin mahe – Photo Credit: Katia – Donne Che Emigrano all’Estero

Grazie per aver partecipato alla mia rubrica!

Questa è Katia, se la vuoi seguire ecco i link del loro blog e dei suoi canali social:

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