La Giobia, tradizione storica con radici antiche

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Come molti sapranno, sono nata a Gallarate e sono cresciuta nell’area del Varesotto, questo articolo voglio dedicarlo ad una festa popolare che ha accompagnato la mia infanzia: la Giöbia.

Che cos’è la Giöbia?

La Giöbia è una festa tradizionale popolare di origini molto antiche che si svolge in alcune aree della Lombardia e del Piemonte, in modo particolare in Brianza, Altomilanese, Varesotto e Comasco.

Le origini

Nell’antichità, nel mondo agricolo, l’anno era scandito da diverse ricorrenze periodiche. Esse segnavano le stagioni e rendevano il popolo partecipe dei cicli della natura.

Gennaio è il periodo più freddo dell’anno e, per questo, era usanza “bruciare” (in modo simbolico ovviamente) il vecchio anno ed augurarsi un nuovo e propizio anno.

gioeubia busto arsizio
Gioeubia a Busto Arsizio – Fonte: www.varesenews.it

Il nome

Lo stesso nome Giubiana ha origini ancora più antiche del cristianesimo. Sembra che sia probabilmente collegato al dio romano Giove.

A seconda della località ci sono diversi nomi per questa festa:

  • Giòbia e Giobiassa in Piemonte
  • Gibiana nella bassa Brianza
  • Giobbiana
  • Giobiana
  • Giöbia a Busto Arsizio e in altri comuni della Provincia di Varese
  • Giubbiana
  • Giöbia a Arsago Seprio (VA)
  • Giœbia a Casorate Sempione (VA)
  • Giubiana/Giübiana/Gibiana nell’alta Brianza e nella provincia di ComoGiünee a Plesio (CO)
  • Ginee a Mandello del Lario (LC)
  • Zobia a Fiorenzuola d’Arda (PC)
  • Zobiana.

In piemontese Giòbia significa “giovedì”.

La leggenda della Giöbia 

Nel corso dei secoli, si crearono numerose leggende che resero ancora più mistica e suggestiva questa festa.

La Giöbia era una vecchia strega, molto magara con gambe lunghe e calze rosse. Viveva tra i boschi e grazie alle sue lunghe gambe non metteva mai piede a terra, ma si spostava tra gli alberi.

Dall’alto osservava tutte le persone che entravano nel bosco, spaventandole, in particolar modo i bambini.

L’ultimo giovedì di Gennaio era solita andare a caccia di qualche bambino da mangiare.

Un giorno, una mamma, decisa a proteggere il suo bambino, le tese una trappola. Cucinò una grande porzione di risotto giallo con la luganega (una salsiccia), ponendo il piatto alla finestra.

Il profumo era veramente delizioso e la Giöbia saltò fuori dal bosco attratta da quello squisito odore. Iniziò a mangiare e, siccome il piatto era veramente tanto, non si accorse che il tempo passava.

La luce del giorno che uccideva le streghe era ormai alle porte. Spuntò il primo raggio di sole che la colpì in pieno e la strega venne polverizzata.

In questo modo i bambini, da quel giorno, furono salvi.

la gioeubia di borsano
La Gioeubia di Borsano – Fonte: www.varesenews.it

Quando si svolge?

La Giöbia si svolge ogni anno l’ultimo giovedì del mese di Gennaio.

A seconda della località la celebrazione della festa avviene in modi diversi.

La Giöbia nell’Altomilanese

Il luogo in cui ho trascorso la mia infanzia, quindi ci sono molto legata.

La ricorrenza è celebrata dall’epoca medievale e si concretizza con il rogo di un pupazzo di una donna anziana per allontanare le forze negative dell’inverno e celebrare l’arrivo della primavera.

La Giöbia è particolarmente sentita nei comuni di Busto Arsizio, Gallarate e dintorni.

A Busto Arsizio ogni anno si svolgono sempre una serie di eventi. Nelle due piazze principali del comune: Piazza Santa Maria e Piazza San Giovanni Battista vengono esposti dal mattino una serie di fantocci realizzati da diverse associazioni, scuole e parrocchie che verranno poi bruciati assieme la sera stessa.

Gioeubia Busto Arsizio
Gioeubia Busto Arsizio – Fonte: iltinello.forumfree.it

Il rogo è sempre accompagnato da un buonissimo piatto di risotu cunt’ a lüganiga (risotto allo zafferano con salsiccia).

Per me questo giorno era veramente speciale: sia con la scuola che con i miei genitori non potevo mancare all’appuntamento fisso della visita a questi fantocci. Mi divertivo, anche, a cercarli dal finestrino della macchina perchè ricordo che, sulla strada verso il centro della città, c’era sempre una casina che ogni anno realizzava un pupazzo diverso.

E che arrabbiature ogni volta che in quel giorno pioveva!! Avrei dovuto aspettare un altro anno per assistere a questo spettacolo!

A Gallarate, ogni anno si sceglie una piazza diversa in cui bruciare la Giöbia ed anche qui è accompagnata dal piatto tipico di risotto e salsiccia.

gioeubia di gallarate
Gioeubia di Gallarate – Fonte: www.varesenews.it

A Fagnano Olona l’associazione Volontari Contrada dei Calimali e la pro loco organizzano il “falò della gioeubia”. Qui vi è una tradizione: secondo la cultura contadina in quel giorno bisognava mangiare almeno un piatto di lenticchie e cotechino per allontanare i disagi che gli insetti avrebbero potuto provocare ai loro campi d’estate.

Brüsa la Giöbia ad Arsago Seprio

Benchè il centro de la Giöbia sia concentrato nei tre comuni citati sopra, si celebra anche in altre località.

Ad Arsago Seprio si erige un grande falò al cui culmine è posto un fantoccio dalle forme femminili, chiamato Vegia. In questa località è celebrata un’altra origine di questa festa: quella celtica. Dal 2016, infatti, il fuoco per accendere il falò è portato da un Druido, un sacerdote celtico con una cerimonia particolare.

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Gioeubia Arsago Seprio – Fonte: www.varesenews.it

La Gibiana in riva al Lambro

Sul Lambro la ricorrenza è chiamata Gibiana ed anche qui si fa un gran falò in cui viene bruciato un fantoccio gustando un buon piatto di risotto alla monzese.

La Giubiana a Cantù

A Cantù la ricorrenza si festeggia nel centro di Piazza Garibaldi e, ad essere bruciata, non è una vecchina, ma una bellissima giovane. Secondo la tradizione, si tratterebbe di una castellana che tradì la città nella guerra tra milanesi e comaschi nel XII secolo.

Prima del falò, inoltre, nella città viene organizzato un corteo con costumi storici che rievocano la vicenda: su un carro, trascinato a mano, viene caricata la Giubiana (un manichino di donna esposto alcuni giorni prima in un locale di via Dante, poco distante dalla piazza). Il corteo raggiunge poi il municipio ed, infine, la piazza centrale dove, prima del rogo, viene anche letta pubblicamente la condanna.

Una grande rievocazione storica, insomma!!

Si tratta, comunque, di una leggenda perchè, ad oggi, non si sono trovate prove sull’esistenza di questa giovane.

Giubiana
Giubiana – Fonte: www.canturino.com

La Giubiana a Canzo

A Canzo la ricorrenza è molto sentita e particolare.

Durante la festa sono presenti numerosi personaggi tradizionali:

  • la fata acquatica Anguana;
  • l’Omm Selvadech (uomo selvatico, personaggio della mitologia alpina);
  • l’Urzu (orso, la forza istintiva che deve essere domata);
  • il Casciadùr (cacciatore, che doma e fa ballare l’orso);
  • il Bòja (boja, la condanna del male);
  • i Cilòstar (coloro che reggono i candelabri, la luce che vince sul male);
  • i Bun e i Gramm (buoni e malvagi);
  • l’Aucatt di caus pèrs (avvocato delle cause perse venuto da Milano per difendere la Giubiana);
  • il Barbanégra (indovino);
  • gli Scaranèj (rappresentanti di Scarenna);
  • le Strij picitt (streghe);
  • la Cumàr de la Cuntrada (che legge il testamento della Giubiana);
  • il Diaul (diavolo);
  • i Pumpiér (pompieri);
  • il Pastùr (pastore);
  • i Buschiroo (boscaioli);
  • il Carètt di paisàn (carretto dei contadini);
  • il Train (slittone);
  • e molti altri…

Insomma, una parata di personaggi del passato e di fantasia che mettono in scena una grande e divertente rievocazione.

La Gioebia a Casorate Sempione

A Casorate Sempione dopo il rogo della “strega d’inverno”, tutte le donne del paese si riunivano per celebrare La giœbia di dónn (festa delle donne). A seguire, vi era la cena delle donne, un momento in cui le donne e ragazze si riunivano da sole per raccontarsi storie e divertirsi insieme.

La Zobia a Fiorenzuola d’Arda

A Fiorenzuola d’Arda questa festa è chiamata Zobia ed oltre a rappresentare una strega, rappresenta anche i ladri e malfattori.

Giobia
Giobia

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27 Replies to “La Giobia, tradizione storica con radici antiche”

  1. Ciao! Ho scritto un articolo così l’anno scorso, e oggi ovviamente l’ho riletto 😉 Mi ha sempre affascinata questa festa con i suoi molteplici significati. Ha accompagnato le nostre infanzie, ed è sempre piacevole leggere e conoscere altre persone che l’hanno vissuta.
    Buona festa della Giobia!

  2. Le feste popolari sono affascinanti perché nascono da una storia talmente antica che si è persa nel tempo. Questa festa era molto più che una festa di paese, era una festa quasi regionale, e questo è un aspetto ancora più interessante.
    Io sono affezionata alla festa che si fa ogni anno il 2 febbraio nel mio paese natìo, a San Bartolomeo al Mare: è la festa della Candelora, legata al culto della Madonna, e ha il fulcro in una fiera che prende tutto il paese per due giorni. Ne ho parlato sul blog, nonostante sia una cosa piccina, proprio perché come te sono stata spinta dal desiderio di farla conoscere anche ad altri!

  3. Le tradizioni popolari sono sempre molto affascinanti e conoscere anche la storia ed i significati connessi.
    Mi ricorda molto la tradizione del Vecchione che a Bologna viene bruciato l’ultima sera dell’anno, come buon auspicio per l’anno che verrà.

  4. In pratica bruciare la vecchia strega è solo una scusa per mangiare a volontà risotto e salsiccia! L’unico falò che conosco in Piemonte è quello che “brucia” il carnevale alla fine dei festeggiamenti. In Inghilterra invece festeggiamo la Guy Fawkes night in maniera tamarrissima con falò e petardi in ogni giardino!

  5. Non sapevo fossi di Gallarate! Io vivo a Cardano al Campo, ma originaria del Piemonte. Conosco questa vostra tradizione, ma non sono mai riuscita a parteciparvi, come Paola conosco la tradizione piemontese della chiusura del Carnevale col falò.. L’anno prossimo vedrò di rimediare!

  6. Paese che vai usanza che trovi, noi bruciamo il berlingaccio il giovedì grasso per abbandonare l’abbondanza del Carnevale ed entrare nella quaresima. Usanza Toscana!

    1. Queste tradizioni popolare sono veramente belle! Nel mio recente tour, proprio in Puglia, ne ho scoperte di altre che presto racconterò sul blog! Non so se hai sentito parlare di panare e di tavolata di San Giuseppe?

  7. Interessante questa tradizione, anche qui in Ungheria in un paesino del sud del paese si usa fare un falò per bruciare l’inverno e dare il benvenuto al nuovo anno e alla primavera 🙂

  8. Paese che vai, usanza che trovi. Grazie per averla condivisa. Io sono appassionata di tradizioni e folklore. Da noi in Calabria si usa fare la Fhocara a Capodanno e Natale per lo scambio degli auguri.

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