Nei dintorni di Belo Holizonte, Brasile

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Guest post di Inguaribile Viaggiatore

Belo, come confidenzialmente chiamano in Brasile la città di Belo Holizonte, ha la fortuna di essere molto vicina alle cidades historicas di Minas Gerais. Tiradentes, Ouro Preto, Mariana, ma anche Diamantina, Sabarà, Sao Joào del Rei, Mariana e Brumadinho, oltre alla città patrimonio Unesco di Congonhas, sono il vero tesoro turistico del Minas Gerais.

La storia

Come lascia intendere il nome, sono vecchie città coloniali, cresciute all’inizio del Settecento parallelamente alla strabiliante crescita di ricchezza della regione.

Qui per alcuni decenni si arrivò a estrarre il 70 per cento di tutto l’oro del mondo. E queste colline divennero la vera terra promessa del Brasile, con migliaia di avventurieri che venivano a inseguire il sogno dei sogni: la corsa all’oro.

La prosperità della regione non durò molto: sfruttate e depredate in un quarto di secolo, le miniere esaurirono la loro vena aurifera.

Ma fu abbastanza per lasciare in eredità queste città, testimonianza di un’ epoca gloriosa in cui il baricentro del Paese si era spostato nell’entro terra.

Belo Horizonte
Belo Horizonte

I giorni nostri: il Portogallo d’Oltreoceano

A guardarle sembrano piccoli pezzi di Portogallo esportati oltre Atlantico, unici lasciti di un Paese troppo piccolo e troppo povero per credere di poter governare una terra tanto grande e tanto ricca come il Brasile. La foggia dei palazzi, la ricchezza delle chiese barocche rivestite di maioliche, il selciato di pietre sconnesse, l’alternarsi dei colori pastello che bordano le facciate, tutto rimanda alla madrepatria.

Sembra di visitare Lisbona in Portogallo, anche se le guide dicono che sono state costruite secondo i canoni di uno stile architettonico locale, con orgoglio battezzato barocco mineiro.

Antonio Francisco Lisboa: il Michelangelo miniero

Il Michelangelo mineiro era un meticcio figlio di una schiava e di un mercante portoghese, tal Antonio Francisco Lisboa, passato alla storia come Aleijadinho. A Ouro Preto la chiesa di S. Francisco de Assis custodisce il maggior numero di sue opere e, assieme al museo a lui dedicato, offre una buona sintesi del suo genio.

Ouro Preto
Ouro Preto

Ma è alla basilica do Bom Jesus de Matosinhos, a Congonhas, che Aleijadinho eseguì il suo capolavoro: un gruppo scultoreo che rappresenta i dodici apostoli e altre 64 figure a grandezza naturale che ornano le cappellette del Sacro monte in cui sono raffigurate le scene della Passione di Cristo.

Congonhas
Congonhas

Scultore e architetto incredibilmente prolifico, la sua produzione ha del miracoloso: soffriva di una malattia tanto grave – forse lebbra – da fargli perdere l’uso della mani, eppure non c’è città barocca dove non ci siano alcune delle sue opere.

Ed è miracoloso anche constatare come queste cittadine siano riuscite a mantenere straordinariamente intatti anche i centri storici, sopravvissuti alla furia edilizia che anche in Brasile ha assediato tutto l’assediabile.

Come raggiungerla?

Per raggiungerle si segue grossomodo il percorso della Estrada Real. Disegnata nel diciassettesimo secolo dai coloni portoghesi, la strada si inerpicava tra foreste e montagne per raggiungere i porti della costa. Da Bahia prima e da Rio de Janeiro, si imbarcavano oro, argento e diamanti alla volta di Lisbona, la capitale. li cammino era costellato di cittadine militarizzate dove avvenivano i controlli fiscali e dove le famiglie dei coloni portoghesi facevano sfoggio della loro sopraggiunta ricchezza.

Le Cidades Bistoricas

È in questo contesto che si sono sviluppate le varie cidades bistoricas. La più grande è Ouro Preto, antica capitale dello Stato che si trova tra le montagne a un centinaio di chilometri da Belo Horizonte. Un faticoso saliscendi permette di ammirare le tredici chiese, sette cappelle e sei musei – tra cui ovviamente quelle dedicate alle miniere nell’ottocentesca Escolade Minas -la rendono l’attrazione più ricca della zona.

Ouro Preto
Ouro Preto

Ma tra tutte la più spettacolare è Tiradentes. Tanto ben conservata da essere stata usata più volte come scenario per le telenovela in costume che tanto piacciono al pubblico brasiliano.

La sua fortuna è dovuta al precoce esaurimento delle miniere: nel 1830 chiuse l’ultima e la città si spopolò. Così, avvolta da una conca naturale cinta dalla Serra de S.josé, è rimasta uguale a com’era. Protetta per legge dal 1938, il suo tesoro è racchiuso da una dozzina di vie sconnesse dove la vita viene presa ancora con più calma della calma con cui viene di solito presa in Brasile.

Tiradentes
Tiradentes

Visitarla sembra un esercizio di poesia occasionale, dove il compito è osservare come scorre la vita a queste latitudini: tra una bevuta di cacbaça e una chiacchiera prolungata fino al calare del sole. Poi ci si chiude in un ristorante e ci si vizia assaggiando la robusta comida mineira, finendo per apprezzare anche questa versione meno esotica del Brasile.

Guest post di Inguaribile Viaggiatore


Autore Inguaribile Viaggiatore

Inguaribile Viaggiatore, un travel blogger non professionista, ma che dal 2008 fa della professionalità la sua arma vincente. Comunicare la propria esperienza in località poco conosciute (in Italia ed all’estero), raccontare i prodotti tipici di un territorio sono solo alcuni degli aspetti che troverete seguendo il suo blog.

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